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Si racconta che Platone volesse far capire una volta per tutte cosa fossero le stramaledette idee ai suoi scolari.
Disse quindi a tutti loro ‘disegnate un cavallo’. Questi lo disegnarono, ed alcuni erano scattanti, altri statici, alcuni erano bianchi, altri marroni, alcuni avevano il viso lungo e affilato, altri più tozzo…Ma tutti avevano quattro zampe, la criniera, la coda… queste caratteristiche accumunavano tutti i cavalli: erano, se vogliamo, indizi di cavallinità.
Ecco, allora, come nascono le idee! Quei tratti che ogni uomo, pensando a un determinato soggetto, non potrà rinunciare ad esprimere.
Proviamo a fare questo gioco. Diciamo i più svariati (s)oggetti e facciamoli disegnare a tante persone: cane, gatto, carro armato, caffettiera…
Tutti saranno diversi, ma ci saranno degli indispensabili tratti comuni: di qui, le idee…
p.s. e se le Idee fossero invece stereotipi? Se la concordia universale nel rappresentare un (s)oggetto implicasse piuttosto uno stereotipo?
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Come facciamo a capire ogni volta che incontriamo quattro gambe con un piano orizzontale ed un ideale prolungamento delle due gambe posteriori che si tratta di una sedia? A riconoscere, quindi, una sedia?
Esistono gambe di legno, di plastica, di acciaio. Lo schienale può essere assente. Le gambe non è detto che siano quattro. Però, noi ci sediamo lo stesso…
Noi la riconosciamo come una sedia perché ci sediamo lo stesso…
Intuiamo la sedia perché percepiano la sedibilità, percepiamo che ‘quella cosa’ ci può essere utile per ‘farci sedere’, per farci poggiare, semplicemente, ma non banalmente, le chiappe.
È la sedibilità che fa la sedia, ovvero una sua proprietà costituitva fondamentale.
Noi riconosciamo una sedia perché intuiamo che quella cosa che incontriamo, anche se non ha le 4 gambe canoniche e lo schienale, può far si che ci sediamo…
In questo senso anche un tavolo può diventare sedia, se ci sediamo sopra…
Ma allora è tavolo o è sedia?
Se mi ci posso sedere sopra, è sedia… Se posso usare la sua superficie orizzontale per appoggiarci cose con cui interagire, è tavolo…
Eppure, il tavolo rimane tavolo, e la sedia rimane sedia…
Ma tu puoi dare ‘sedietà’ al tavolo e ‘tavolità’ alla sedia in ogni momento!
P.s. pensa alle associazioni di idee che partendo da qui si possono fare! In questo senso si può progettare un orinatoio a forma di tulipano, perché analoga è la funzione di raccoglimento della forma che un orinatoio deve avere e che un tulipano ha! Oppure, un apribottiglie a due braccia può essere un omino, e così via…
Proviamo a pensare solo alle proprietà degli oggetti… quasi ogni cosa potrà diventare quasi ogni cosa!
lunedì 30 marzo 2009
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